LA STORIA DELLA MATITA
Paulo Coelho
Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. A un certo punto, le domandò:
“Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me?”
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:
“È vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto.”
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale e disse :
“Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!”
rispose la nonna :
“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose.
Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell’esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.
“Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. “Dio”: ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.
Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. È un’azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.
Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un’azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.
Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.
Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione.
(Paulo Coelho)
mercoledì 1 maggio 2019
domenica 17 marzo 2019
giovedì 7 marzo 2019
•se non ascolti la tua insoddisfazione lei ti parla con il mal di testa
•se non ascolti la tua rabbia lei ti parla con la gastrite
•se non ascolti la tua paura lei ti parla con la stipsi
•se non ascolti la tua voglia di dire “no” lei ti parla con disturbi allo stomaco
•se non ascolti la tua passione lei ti parla con un’infezione
•se non ascolti la tua creatività e il tuo talento loro ti parlano con l'aumento di peso
•se non ascolti la tua affettività lei ti parla con la dermatite
se non ascolti la tua spiritualità, lei ti parla con il corpo.. che si ammala.
lunedì 4 marzo 2019
un percorso di conoscenza e crescita personale
Ecco perché: per fare emergere e superare i ns blocchi. Non sentiamo oppure abbiamo una percezione non chiara oppure si può provare paura ad andare avanti. Il blocco avviene a seguito di una reazione di difesa vissuta nel passato, produce irrigidimento o congelamento, condiziona nel presente, per non scegliere o vedere cosa sta davanti a noi. Si accompagna quasi sempre ad una riduzione di movimento e di forza del desiderio.
La sensazione spesso nasce dalla paura di realizzare un desiderio. Per fronteggiare questa paura inibiamo il movimento o produciamo una contrazione associata a quelle parti del corpo che avrebbero la funzione di movimento. Per esempio spalle e braccia verso una relazione affettiva. Oppure gambe e bacino se si tratta del procedere in una situazione di autonomia.
Nella impostazione di Willelm Reich tutti noi abbiamo 7 blocchi che costruiscono la nostra armatura caratteriale. Questi blocchi sono sempre latitudinali, circolari al corpo, perché hanno una origine somatica ma non devono impedire la funzionalità fisiologica.
Ogni volta che parliamo di blocco ci riferiamo a qualcosa nel passato che ha un effetto sul presente.
Ci sono emozioni che bloccano? Ogni volta che c’è un blocco fisico sperimentiamo una sensazione inibitoria che ha diverse sfumature di un’emozione.
Come rimediare? con il respiro, il movimento e la voce, e mandando a riposo i pensieri.
Se riacquistiamo fiducia nel corpo staremo dell'apertura e nel lasciar andare quelle tensioni che chiudono la nostra spontaneità. Incominciare, durante il giorno, a registrare quando ci sentiamo congelati, può permetterci di fare una mappa delle emozioni e, soprattutto, una mappa delle risposte corporee collegate. E ogni volta che riusciamo a fare questa associazione corpo-emozione possiamo sciogliere un pezzetto di noi. Infatti ci blocchiamo a gradi e possiamo scongelarci per gradi: procediamo con calma verso il disgelo.
mercoledì 13 febbraio 2019
raccontiamoci gli uni gli altri
vi aspettiamo per un momento di condivisione sabato 16 alle 16 a Pinerolo:
condivideremo la ns avventura, faremo anche qualche canzone e se volete il libro una dedica personale. Se non potete venire ma desiderate il libro fatemi sapere, l'editore lo spedisce senza costi aggiuntivi.
condivideremo la ns avventura, faremo anche qualche canzone e se volete il libro una dedica personale. Se non potete venire ma desiderate il libro fatemi sapere, l'editore lo spedisce senza costi aggiuntivi.
lunedì 28 gennaio 2019
Entriamo in contatto?
Questo il calendario e qualche sfumatura del contatto. Il lavoro che propongo mette in contatto con se stessi nel respiro e con gli altri attraverso la voce. L’esperienza fondamentale della consapevolezza è il contatto e la coscienza che sorge da questo contatto. Il contatto produce sensazione e quindi emozione.
Le emozioni si nutrono di contatto e l’assenza di contatto può farle deteriorare. Inoltre il contatto suscita memorie emotive corporee.
L’effetto di tutte le nostre difese è quello di diminuire il contatto tra noi e il mondo.
La vera sfida che propongo è tornare in contatto, oltre le nostre difese. Contatto e intimità – al di là di tutto – sono strumenti di conoscenza.
"Calmando l’agitazione della mente possiamo ascoltare il suono dell’anima". Alexander Lowen
Le emozioni si nutrono di contatto e l’assenza di contatto può farle deteriorare. Inoltre il contatto suscita memorie emotive corporee.
L’effetto di tutte le nostre difese è quello di diminuire il contatto tra noi e il mondo.
La vera sfida che propongo è tornare in contatto, oltre le nostre difese. Contatto e intimità – al di là di tutto – sono strumenti di conoscenza.
"Calmando l’agitazione della mente possiamo ascoltare il suono dell’anima". Alexander Lowen
sabato 5 gennaio 2019
riprendiamo il Cammino!
Vi invito per il prossimo workshop, domenica 13 gennaio 2019 ore 15-19, in via Tabona 4 a Pinerolo presso la Palestrina della Scuola di counseling a mediazione corporea La Commedia. In programma il tema del cammino in modo nuovo: da dove vengo e dove vado? dove mi trovo? bivio? strada senza uscita? pantano? zavorra? si fara' un lavoro corporeo ed un setting operativo.
Oggi si festeggia l'Epifania, la manifestazione di Gesù ai Magi, studiosi venuti dell'Oriente in cerca della Verità. Mettiamoci in cammino anche noi. Che cosa aspettiamo?
Oggi si festeggia l'Epifania, la manifestazione di Gesù ai Magi, studiosi venuti dell'Oriente in cerca della Verità. Mettiamoci in cammino anche noi. Che cosa aspettiamo?
Iscriviti a:
Post (Atom)









