domenica 19 novembre 2017

La cura


Questa è la manifestazione di un mio sentire dell'energia che cambia....


venerdì 17 novembre 2017

Cambiamo l'energia

Se si resta nelle parole mi sembra tutto inutile... penso sia fondamentale passare dalle parole ai fatti. Nessun cambiamento nella comprensione è credibile se non si accompagna dai fatti!
La storia viva di una persona è registrata nel corpo, ma la storia cosciente lo è nelle parole. Se manca la memoria delle esperienze mancano anche le parole per descriverle. Chi possiede la memoria la traduce in parole, espresse tra sé e sé, pronunciate o scritte. In ogni caso la memoria, una volta tradotta in parole, assume una realtà oggettiva, specialmente se le parole vengono espresse.Alexander Lowen

giovedì 9 novembre 2017

Essere gentili. Perché?

Essere gentili.
Ho preso a prestito una vignetta dei Peanuts perché loro con gentilezza ci fanno riflettere, senza urlare, senza parolacce, senza modi bruschi.
Per me la gentilezza è una virtù importante. Non è solo buona educazione.
Mi sono resa conto che alcuni non mi credono o non mi hanno creduto, ci leggono un secondo fine. Bé è un atteggiamento che tende a mettere l'altro a suo agio e a non attaccare perché a sua volta non viene attaccato. Sicuramente è un modo di porsi e anche di difendersi. Ma non potrebbe semplicemente essere un modo di essere?
Porta con sé un tranello: potrebbe essere frantesa ulteriormente con debolezza, come un'autorizzazione ad essere calpestati. Per me è un fatto reale, accaduto più volte. Ma sto imparando a correggere la rotta, in modo da non autorizzare prevaricazioni.
Perché la prima persona con cui essere gentile sono me stessa. Se autorizzo me stessa ad esistere, ad avere diritti, con gentilezza, anche al di fuori di me questa cosa si percepisce e produce effetto.
L'origine della parola "gentilezza" indica l'appatenenza ad una famiglia con capostipite comune, o ad una razza.
Quel senso di appartenenza è capace di contemplare un reciproco rispetto, un reciproco interesse. Una considerazione dellaltro come parte della propria esistenza, con una qualità di presenza che garantisce lincontro fra due persone. Una presenza affettiva ed ugualmente autorevole, dove il mio esistere non può in alcun modo penalizzare il tuo, dove i miei no, consapevolmente espressi non pregiudicano la relazione. Uno spazio della relazione dove è possibile affermare i diritti senza cadere in stati di subordinazione. 
Dire "mettiamoci nei panni degli altri" è solo un detto. Non avviene realmente.  
Consideriamo adesso lo spazio dellunicità dellaltro. Uno spazio in cui laccoglienza dellaltro determina la cura e lattenzione che io userò nei suoi confronti affiché produca il miglior risultato,  sul piano dellefficienza e della funzionalità, ma anche nel rispetto del piano relazionale. Vorrò così conoscere le differenze, le preferenze fra il mio stile e quello del mio interlocutore, vorrò accettarle e rispettarle, proprio per rendere il tutto più fluido e funzionale nel reciproco interesse e in quello ultimo del risultato a cui desidero arrivare.
Per quanto io possa impegnarmi in questa direzione una considerazione importante riguarda la consapevolezza del fatto che mi rapporto con laltro, sempre e comunque, partendo dallidea che ho di lui. Infatti ci saranno comunque i miei filtri personali che interverranno nella miapercezione di chi mi sta di fronte, ci sarà sempre un non conosciuto da me che merita rispetto, attenzione consapevole e gentilezza.
"Il perno profondo della gentilezza è la presenza. Una presenza allaltro, un rispetto dellaltro, un riconoscimento dellaltro" (Luce Irigaray nel suo libro Amo a te”):
Io non ti so.
Ti ascolto, percepisco ciò che dici, vi sono attento, cerco di sentire in quello che dici, la tua intenzione. Con attenzione a te e con consapevolezza su di me.
Ti ascolto non solamente a partire da ciò che so, che sento, che sono già. Ti ascolto come la rivelazione di una verità non ancora manifestata. La tua!
Consideriamo la presenza sostanza e strumento della gentilezza vera, per qualità, dignità e connessione della relazione con sé stessi e con gli altri. La presenza, unattenzione deliberata rivolta ai 3 livelli, il corpo, le emozioni e i pensieri della persona, sempre nella consapevolezza del contesto in cui si manifestano, può così divenire qualità dellessere che si innesta in un fare.
La gentilezza comprende l'assertività, diviene vera e propria pratica della presenza, di unattenzione sottile che tendea ciò che esiste proprio ora, nello spazio intra-personale e inter-personale E' AT-TENZION = tensione da sé all'altro. Muovendosi da sé allaltro.
E' una diversa modalità di esistere, di abitare sé stessi e di connettersi con gli altri, "una virtù a servizio dellesistere (…): nella considerazione dei suoi talenti, nella presa in carico e cura delle sue sensazioni, emozioni e pensieri, nella determinazione dei suoi obiettivi, nella connessione con le altre persone" (cit. N.Cinotti).
E' vicino a quel "farsi UNO" che tanto piaceva a Chiara Lubich.
«Io vorrei essere uno con tuo pianto, uno col tuo canto, sì perché in fondo alla mia vita prima di me ho messo te». (Gen Rosso)

sabato 4 novembre 2017

Fitoterapia: nella natura c'è tutto!

(fumaria officinalis)

Carissimi lettori e amici,
già vi ho raccontato più volte di piante benefiche per il sistema respiratorio;  ho fatto un intero post sull'iperico, con allegato anche un trattato farmacologico.
Contro il mal di schiena, dolore alla schiena spesso intollerabile, che è la prima causa di assenteismo sul posto di lavoro, si può prendere la scrofularia nodosa; anche l'arnica ha delle proprietà fantastiche per aiutare a combattere dolori articolari, ematomi e reumatismi.
Ginkgo biloba e ginseng siberiano migliorano il funzionamento dei neuroni. La piantaggine lanceolata è un trattamento naturale di base per l'asma.
(piantaggine lanceolata) La melissa migliora la qualità della vita nei casi di sindrome dell'intestino irritabile, rilassa ed aiuta il sonno, così come il fiore della passione e il thé di valeriana.
C'è una super tosse? rafano nero!
Le alghe
stimolano la ghiandola tiroide (ma andateci piano). Il larice rafforza il sistema immunitario, è tradizionalmente raccomandato in caso di infezioni ricorrenti, soprattutto otite, sinusite, laringite; il desmodium, il cardo mariano, la fumaria riducono gli effetti negativi di farmaci chimici sul fegato. La pilosella e la curcuma proteggono i reni. 

Quest'anno sono stati individuati meno di 10.377 nuovi impianti con proprietà medicinali da parte del Kew Gardens Botanical Research Center (uno dei più grandi del mondo a Londra)!
Questo è il più grande aumento della storia: + 59% in un anno! I ricercatori sono troppo eccitati di questa incredibile raccolta di nuovi rimedi naturali. Ma come paziente, continui ad essere privata della maggior parte dei benefici della medicina vegetale.

Ma allora perché prendiamo sempre e solo farmaci con mille controindicazioni? Ecco la riposta. Le grandi guerre si fanno per grandi ideali e per denaro. Per me il vivere secondo natura è un ideale, spero di farne un vero lavoro e non so se ci riuscirò mai. Chiedetevi le case farmaceutiche quali ideali abbiano.


martedì 24 ottobre 2017

Lasciar andare


La verità è nel corpo. Camminando camminando tutto il mio corpo si è svegliato, ogni angolino sentiva dolore. Tutto l'acido, il nervoso, le contratture, le rigidità…
Che fatica andare avanti. Però piano piano, riconoscendo e lasciando andare, è passato.
E dopo mi sentivo leggera.
Non serve negare di provare un’emozione. Serve saperla riconoscere e descrivere.
La gelosia, il rimorso, il rimpianto, la rabbia, la paura: il morso interiore che divora, e che si trasforma in morso esterno che vorrebbe divorare. Parla di una fame e una incertezza primitiva.
Però siamo convinti che ci siano sentimenti che non devono esistere, allora li neghiamo.
Non funziona, la verità non va negata. Non sono sentimenti razionali, possiamo provarli per minuscoli dettagli. Riconoscerli sono il primo passo. Il secondo è non alimentarli.
Dopo averli riconosciuti li possiamo esplorare nel corpo, sentirne il sorgere, il bruciare e poi lo svanire. Quel fuoco nutre la nostra indipendenza.  Coltivarli invece produce rimuginio, ossessione, il senso di essere bisognosi oltre ogni limite.
Usare il corpo per trattenersi o negare trasforma la nostra espressività in una presa. Possiamo acchiappare ciò che vogliamo, ma non ciò che amiamo. Perché nell’amore ci deve essere una quota di libertà: non consumiamola rimanendo aggrappati.
“il sistema muscolare del bambino in crescita abbandona la naturale funzione di movimento e assume la funzione nevrotica di presa”. I muscoli si sviluppano eccessivamente per trattenere gli impulsi negativi e per controllare quelli naturali. (Alexander Lowen)





lunedì 23 ottobre 2017

Il movimento lento

Sono reduce da un cammino a tappe per me forzate per il sempre poco tempo, ma che mi ha totalmente rigenerata, dopo un fracco di dolori e dolorini in ogni dove.
Si è liberata la mente dai pensieri e dagli affanni, lo spirito ha volato, il corpo si è radicato.
E' il movimento lento, il cammino del pellegrini, l'ultimo tragitto in cui ho accompagnato mio marito Mauro ormai noto pellegrino, e che fa parte ormai anche del mio essere. Desidero insegnare a respirare alle persone che non possono fare quello che fa lui, per star bene! desidero aiutare a camminare e muoversi insieme a Giovanni Grisotti presidente nazionale dell'Associazione della medicina per la prevenzione primaria, e assieme a Nicola Coppolaro presidente della zona della Nordik walking e istruttore federale Fidal e Gymstick Italia.
Stiamo facendo progetti con Ambra Castellani, ospitaliera della Torre Merlata di Palestro e vi aggiorneremo…



martedì 17 ottobre 2017

La meraviglia della nostra voce


" La tua voce è una rappresentazione olografica di tutto ciò che sei che riflette il DNA personale ".

" Gli atomi e le molecole presenti nell'aria, vengono eccitati dalle corde vocali della tua laringe, creando una piccola perla di energia acustica che si espande rapidamente dalla bocca e corre via a circa 1126 Km. all'ora.


Quando si parla si crea luce infrarossa. 
La luce infrarossa porta con sé le modulazioni della tua voce alla incredibile velocità di 300.000 Km. all'ora.

A differenza del suono di una voce che diventa impercettibile dopo circa un chilometro, la luce infrarossa creata dalla tua voce si precipita nello Spazio dove viaggia per l'eternità, portando le tue parole o canzoni alle stelle".

John Stuart Reid

PS (grazie Assunta Bianciotto per questa dritta… ho approfondito ed è davvero meraviglioso!)