venerdì 30 dicembre 2016

«Io sono una persona che manca un sacco di fiducia» (Ueli Steck)

  1.  Non starò qui a raccontarvi chi sia lo sportivo eccezionale che ho citato. Vedo lo stesso atteggiamento in mio marito Mauro Beccaria, noto come "il pellegrino" di Pinerolo, che con la sua forza di volontà ha combattuto un grave tumore, oltre chiaramente alle ottime cure dei medici dell'Istituto di Ricerca di Candiolo. Quando ha scoperto di poter camminare, di avere un cuore forte e di poter migliorare le sue capacità fisiche, si è messo alla prova, con perseverenza: E' appena tornato dall'Aconcagua dove ha compiuto una bella impresa (7000 m). Da questi e molti altri esempi si può imparare: 
  2. A trasformare le nostre debolezze in vantaggi. Se dubitiamo noi stessi, nel lavoro, nei nostri studi, lo sport o altrove, questo può diventare un enorme motore per motivare e riusciremo. Molte persone di grande talento, ma troppo sicuri di se stessi hanno fallito proprio perché non avevano abbastanza sentito l'urgenza di prepararsi e mettersi in gioco.
  3. A trovare l'energia per fare l'impossibile. Di fronte a una sfida, ci si sente deboli e facilmente disarmati. Ma i nostri corpi e le nostre menti hanno capacità che noi non sospettiamo, e che vanno ben oltre quello che immaginiamo. Infatti un anno dopo il suo incidente, Ueli Steck è tornato ed è riuscito a compiere la salita della parete sud dell'Annapurna.
  4. A mobilitare la forza della nostra mente. Noi occidentali hanno perso l'abitudine di messa a fuoco. Non sappiamo meditare. Non lo sappiamo: per la maggior parte di noi sono incredibili le esperienze di yogi e altri grandi mistici in grado di viaggiare spiritualmente e sopportare il dolore, la sete, la fame, attraverso il potere della nostra mente. Steck utilizza questa forza di vedersi sul muro, per poter dare istruzioni e superare così ulteriori difficoltà. Senza andare a questo livello di padronanza, è possibile riscoprire, attraverso esercizi di meditazione, l'incredibile forza d'animo di prendere il controllo delle nostre emozioni e le nostre vite. 
  5. Respiriamo. Ce la facciamo. Auguroni a tutti voi. angelica1212.oneminutesite.it 

martedì 20 dicembre 2016

Meditate gente, meditate!

In tempo di Avvento, di chiusura dell'Anno Solare, di novità ed aria pulita, meditiamo! Per star bene, per utilizzare il tempo libero in modo costruttivo.
Per "stare con sé", come dice la mia collega Elena.
Come? in modo attento e disposto alla ricerca; scettico; sperimentale, coraggioso e curioso; senza arrendersi e senza pensare di aver raggiunto l'obiettivo.

Dove? Il mio caro amico Giancarlo ha la "pietra di meditazione", io stessa conosco luoghi che ispirano, ma è prima di tutto, dentro di noi: uno spazio dove potersi dedicare completamente alla consapevolezza.
Se lasci a questo “posto” la libertà di esistere (come le attività e pensieri quotidiani), sei più attento.
E’ rispetto. Se rispetti quel posto rispetterai te stesso. E anche chi è intorno (se non si è soli) sarà messo in condizione di percepire il valore di quello spazio.


Quando? Quando si vuole ma con precisione. Poco ma buono, con gusto. Iniziare e non rimandare. Ora.
In silenzio o con sottofondo musicale...? Intanto il suono non è "zitto". Non si vince un premio se si fa in un modo o in un altro. Si trova quello proprio.
Con gli occhi chiusi o aperti…? E' diverso e anche simile. Ognuno trova quello che gli è consono. Con gli occhi aperti si è più presenti, ma non è così per tutti.
In posizione distesa o seduta…? Vale lo stesso discorso. Come si è più rilassati? E senza dormire? Se si sta seduti è più facile ma a volte è scomodo.
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venerdì 16 dicembre 2016

Auguri a tutti voi per uno splendido Natale di rinascita

Nel ringraziare Brunella e Tiziana, donne splendide ricche di talenti preziosi e luminosi, che hanno condiviso con me ieri sera cantando alla Luna, i miei più cari auguri a voi!

angelica1212.oneminutesite.it

martedì 13 dicembre 2016

Care donne, amiche, sorelle, portiamo la nostra bellezza, la nostra verità ed armonia con il canto alla Luna piena decembrina a casa di una donna speciale, la mia insegnante-musa-ispiratrice Brunella, nel giardino del suo attico, perché il nostro affetto e l'onda dell'energia che porteremo con il nostro Amore la possa far stare meglio!
Terremo il nostro Amore stretto tra di noi: questo conduce a Dio, Lui guarisce.
Appu da me, corso Torino 262, Pinerolo, giovedì 15 ore 20,15: numero chiusissimo, indispensabile prenotarsi, non possiamo invadere...
Vestitevi con la gonna o con un abito lungo, indossate veli, vestitevi di luce, di argento, di bianco, lilla, grigio perla, azzurro..
Profumatevi di viola, incenso, mirra, patchouli, lillà; lei ha un giacinto fiorito vicino al balcone...
Se volete portate rami di pino, abete, agrifoglio, raccoglieteli solamente senza ferire gli alberi. Portiamo luce nel buio. Questa sia la nostra intenzione. Impareremo a vocalizzare i suoi delle vocali, sui nostri nomi, canteremo le parole chiave che avrà scelto per noi la master reiki Tiziana.


sabato 10 dicembre 2016

Consapevolezza: un'abilità che avremmo dalla nascita, ma siamo un po' distratti

Se guardiamo un bambino vedremo l’attenzione che mette nell’esplorare una cosa nuova, con tutti i suoi sensi, per afferare il senso di questa esperienza: è un'abilità naturale.
Il problema è ricordarsi di essere consapevoli. Siamo distratti/e dagli stimoli esterni, dai pensieri che ci volano in testa e diventano un film per dare senso a ciò che ci capita e intanto: "noi" dove siamo?

Abbiamo dei mezzi da adulti per ritornare attivi e presenti.....
1) stare su un oggetto presente, respirare. Ascoltare e ascoltarci.
2) "noting" = prendere nota, mentalmente o verbalmente o per iscritto. (post it!).
anche appoggiandolo su: inspiro = in ed espiro = out.
Sentire che cosa sentiamo. Per me è ancora un'impresa ma provandoci ci si riesce e si migliora.
3) keep calm, rallentare. Se corriamo siamo stanchi e non attenti. Rallentiamo anche il gesto, il più abituale e ovvio che stiamo facendo.
4) ssshhhh fare silenzio.
Questo si spiega da solo. Che cosa ascoltiamo se frullano parole dentro e fuori?


oh.. mi manca il punto 5) che a me piace tanto, allora vi ricordo il perché:
il grande sensitivo Gustavo Adolfo Rol a volte sussurrava «je suis le n. cinq»... perché
il 5 è il numero del mio Angelo, è il verde che guarisce, è la nota del "Sol". Apre il plesso solare.
Bé oggi basta così. Buona domenica cari amici ed amiche. Anche se non ci incontriamo nel cuore cantiamo a Gesù Bambino.... si prepara una grande festa qui e Lassù

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martedì 6 dicembre 2016

Entrare in contatto

Si parlava di abbracci in questi giorni, di ossitocina che va a palla e ci fa star bene. Ho in mente un'amica che non ama essere abbracciata.


«Il movimento di base di ogni essere vivente è retto da una pulsazione tra il ritiro e la protensione». (Cinotti). I neonati  passano da una posizione raccolta, vissuta nell’utero, ad un progressivo allungamento. Protendersi verso la mamma o il papà = entrare in relazione con il mondo esterno.
Le difese ci fanno stare in ritiro rinforzando la chiusura e forse il narcisismo. La qualità della percezione narcisistica è limitata: è personale. Sentiamo noi stessi ma non sentiamo gli altri e il mondo quando non siamo capaci di protenderci. «Il neonato che piange non sa valutare come potrebbe rispondere la mamma e il papà ma un bambino può comprendere se è il momento di aspettare. Protendersi quindi raccoglie i movimenti precedenti in un unico gesto: quello dell’entrare in contatto e in relazione con il mondo esterno»
«La maggior parte di noi si protende con le braccia e con le mani ma non con le spalle. Sentite il torace ammorbidirsi mentre vi protendete e vi rendete conto che il movimento di protendersi sembra provenire dal cuore?» Alexander Lowen

lunedì 5 dicembre 2016

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venerdì 2 dicembre 2016

per farci gli auguri, con bimbi e amici!


martedì 22 novembre 2016

Per le donne, e anche per gli uomini

ecco una foto della manifestazione dello scorso anno (fotografo Dario Costantino), tenutasi in piazza Facta a Pinerolo, e che ripeteremo venerdì 25 ricordando le donne vittime di violenza; nei nostri paesi sono esposte scarpette rosse, sacchetti per il pane che dicono che per molte donne la violenza è pane quotidiano.... domani sera al Teatro Incontro di Pinerolo si terrà uno spettacolo tratto da Erri De Luca; ma su tutto questo ci tengo a dire che vittime possiamo esser tutti, sta a ciascuno di noi non accettare di esserlo. Con la collaborazione del Gruppo di coordinamento di Svolta Donna Onlus, abbiamo allestito una mostra sugli Stereotipi all'Ipercoop "Le Due Valli", che sarà visitabile gratuitamente da oggi al 28 novembre.

sabato 19 novembre 2016

Si canta insieme il 4/12 a Torre!

Per coloro che lo desiderano, per gli amici del coro Joy, per chi ha bimbi, per chi pensa che il Natale possa e debba entrare nelle strade e nei cortili, il Natale di Gesù, non quello dei pacchetti e delle luci: si canta semplicemente e con gioia, appuntamento al Cortile Artistico di piazza della Libertà 5 a Torre Pellice, e prenderemo un the insieme ad Aurora Alecci che gentilmente ci ospita. Gratis.
angelica1212.oneminutesite.it

venerdì 18 novembre 2016

Rinviato "Libera la voce" dal 24/11 all'1/12: si terrà da me

A causa del maltempo ho rinviato il seminario dal 24/11 all'1/12, ore 21-23: si terrà da me in corso Torino 262; i prossimi presso la scuola di counseling "La Commedia" in via Tabona 4 a Pinerolo. Ricordarsi abbigliamento comodo, calzettoni, telo/tappetino personale.
Info e prenotazioni: 349 446.4863.
angelica1212.oneminute.it

Un cenno al BIO:
«Il biologico è il primo dono per l'ambiente. Perché "primo dono per l'ambiente"?
Perché se facciamo delle scelte che danneggiano l'ambiente inutilmente, tutto il nostro bio cibo non compenserà per tutto il male che abbiamo fatto contro la natura»
.

Così, ad esempio:
• Qualche volta non prendiamo un volo per le vacanze: ci sono cose altrettanto interessanti da scoprire nella nostra regione.
• Scegliamo di ridurre in casa (o in ufficio) il riscaldamento di 2 o 3°C,  indossando biancheria intima calda, maglioni, comode pantofole ed eventualmente un berretto in testa (sì, lo so, suona  ridicolo, ma si perde il 30% del nostro calore attraverso la testa ed è per questo che tutti indossavano cappelli prima, e berretti da notte); così facendo emettiamo meno CO2.
• Scegliamo di non "carbonizzare" il nostro cibo, distruggendo la sua qualità nutrizionale e producendo fumi tossici: sarà più gustoso e migliore per la salute se crudo o cotto a bassa temperatura.
• Scegliamo altro al posto della carne: una buona zuppa di verdure e di erbe selvatiche, un delizioso piatto di lenticchie o altri legumi; è stagione di crauti e di porro in vinaigrette o una torta di bietole; prediligiamo olio d'oliva: siamo più lieti e cambiamo tutti i giorni.
• Prendiamo la bici anche se fa freddo, o posiamo l'auto prima e facciamo un poco di strada a piedi: a noi farà tanto bene e ci darà l'opportunità di osservare la bellezza dell'autunno e forse ci permette di socializzare ... (liberamente tradotto da un articolo di mr. Dupuis).
E respiriamo bene, magari spegniamo la sigaretta.

sabato 5 novembre 2016

Cavalchiamo l'onda...

In qualche blog passato ho descritto l'emozione come un'onda.
So di non dire nulla di nuovo, terapeuti che conosco e stimo condividono e spiegano circa nello stesso modo questa esperienza.
Quando siamo proprio al culmine, sulla cresta, nel momento di emozione più forte, entriamo nello spazio refrattario. La nostra capacità di pensiero è offuscata (vedasi ricerche di Paul Ekman).
Intervengono le modalità difensive, naturali e impulsive.
Vederle e controllarle è faticoso.
Intervenire per cercare di “far ragionare” in quei momenti è inutile e spesso controproducente.
Perché si va ad attivare l'attacco, la fuga, o il "freezing", come sanno bene i genitori di molti adolescenti. L'ho visto di recente in un film e mi son rivista ragazzina. Ho rivisto le mie reazioni anche attuali quando sono al limite della sollecitazione e non riesco a staccare.Solo «dopo la fine di questo periodo refrattario possiamo avere di nuovo un ampio contatto con la mente e con le emozioni e quello è il momento in cui aprire il dialogo. Possiamo vedere la situazione nel loro insieme, riconoscere quello che sentiamo e vediamo, comprendere la prospettiva e il punto di vista dell’altro e trovare soluzioni creative alle varie difficoltà» (cit).
Lavorare su di sè, sulla modalità dell'osservatore aiuta a vedere e sentire il sorgere dell’onda, l’inizio di una emozione, il periodo refrattario e la fine dell’emozione. E ci può insegnare a farlo per noi e per gli altri.
Alleniamoci a buttare fuori le emozioni, quando e dove possibile. Liberiamole. Liberiamo la voce.
Per fare sì che un’onda emotiva non diventi uno tsunami.
angelica1212.oneminutesite.it

lunedì 31 ottobre 2016

Siamo un Suono


Siamo un Suono che ora, qui respira, tocca, scopre, colora, ama, gioca e cammina.
Siamo un Suono che può persino il silenzio dentro al rumore più aberrante potendo confondersi quanto rimanere pulito e integro.
Siamo un Suono che crea senza imporre l'ascolto, perché non vi è separazione: non possiamo suonare nulla senza ascoltare per primi.
Se funziona dentro di Noi allora la Comunicazione Esiste anche al di fuori, fluente e libera.
Il suono è Naturale Bellezza per i partecipanti se entrambi si nutrono nella comunione del piacere condiviso nel loro cuore.
Oppure quel suono può diventare non più di un qualsiasi teatrino del giudizio di ciò che, parti di noi mai ascoltate, permettono il sentire solo parti di quel suono, ormai frammenti distorti ed interpretati dalle menti più sorde.
Siamo un Suono che esprime nell'Anima il Potere Personale Divino di creare realta, corpi, geometrie e forme universali nel Piacere di manifestazioni nei presenti che viviamo, realizzate con spirali immaginate in connessione agli Intenti più sacri, rispettando l'Amore e la Bellezza, in Unione e Libertà con la Coscienza Vivente dell'Universo.
Non siamo mai un rumore di bisogno, nemmeno quando preghiamo per mancanza, quando pretendiamo per giustizia o abbiamo paura di non essere qualcosa, ma possiamo affidarci alla libertà di essere il Suono che più ci piace pur di cantare la Nostra Anima, rimanendo immensamente amati. Siamo un Suono che viaggia attraverso i tempi, le dimensioni e gli spazi più sconosciuti per educarci alla vita e all'Amore, attraverso ogni altro tipo di vibrazione che usa l'armonia quanto la distonia per consapevolezza, insieme e in sintonia con il Tutto.
Tante espressioni in troppe parole senza il cuore che suona dall'Anima sono ormai solo armoniche estetiche non coerenti con la compassione del presente e cominciano, finalmente, a non piacerci più.
Siamo un Suono che si ricrea di Amore in Coerente Armonia: espandiamoci nella gioia di risuonare nell'Origine. 
SuoniAmoci.
"Tratto da "Dialoghi tra Anime riabbracciate alla Bellezza. (cit. Marco Merlo )

venerdì 28 ottobre 2016

Alleluja Alleluja

Ieri è stato bellissimo: poche volte chi conduce un seminario può davvero sentirsi in grande condivisione con le persone che vi partecipano e ieri le mie ospiti erano carissime amiche, in grande feeling e stima reciproca. Quindi i risultati sono enormemente maggiori delle aspettative.
Da ciò nasce la lode.



https://www.youtube.com/watch?v=LRP8d7hhpoQ

giovedì 27 ottobre 2016

a stasera!


sabato 22 ottobre 2016

Cantare insieme è più bello

La "brincadela" è in brasiliano un gioco di bimbi, di farfalle, di palloncini:
 tutti insieme, spruzzi e lazzi, a ridere a fare il mondo più bello e allegro.

Ieri ho cantato al karaoke di Ale e Luisa, dopo un sacco di tempo, con due cari amici, Roberto e Stefano.
Ho cantato con altre persone, non ho voluto cantare da sola, farmi la mia bella esibizione da professionista ed alimentare il mio ego. Ho voluto proprio condividere. Perché è più bello insieme. Anche se non si è provato e non viente tutto perfetto. Ho anche ballato. E ringrazio Roby e Stefano che mi hanno fatta uscire dal guscio...
Ecco la riflessione sul condividere.  Ci fa sentire tribù, ci fa uscire dall'isolamento, conferma la scelta fatta da noi perché fatta anche da altri; insieme non si ha paura, ci si fa coraggio; insieme si è meno egocentrici e ci si mette in gioco. Insieme si impara gli uni dagli altri, ci si sente, ci si stimola, ci si autoregola e si regola insieme (o si fa regolare da Pietro il mixer!).
Si creano nuovi ricordi insieme, che è sempre bello.
Ma è di più: fare insieme moltiplica la gioia. Il canto fa uscire le emozioni. Fa guarire. Insieme di più.
Emozioniamoci insieme. Giovedì prossimo tengo un seminario nuovo, stesso spazio stessa ora, via Tabona 4, scuola di counseling La Commedia, a Pinerolo, 27/10/2016 h 21-23. Vi aspetto.
Contattatemi!
angie_pons@yahoo.it

venerdì 21 ottobre 2016

«Mi sento creativa» oppure «Sono»?

Prima di essere terapeuta della voce, vivo e sono artista
Non è una scelta, lo sono. Quando non lo posso essere sto male. Per esserlo ho bisogno che questo flusso che a volte c'è in me abbia un'espressione. Ho bisogno di espandere i limiti.
C'è chi si inventa di esserlo, lo è per un pochino ed è felice, oppure si imita chi lo è, si produce forzatamente questo senso di calore nelle relazioni con gli altri. Il risultato c'è, ma è limitato.

Prima sciogliamo le nubi e il gelo, e poi arriva il calore.

Così nostra creatività può esprimersi. Creatività che c'è sicuramente in molti, forse in tutti.
La creatività però non si forza. Sotto esami all'Accademia di Belle Arti tentai di produrla, forzata.
Ma non per questo gli esami andarono così bene.
Quando ci sono le giuste condizioni, un flusso di creatività non limitato sorge spontaneamente.
E se non sorge si può incentivare offrendogli un po’ di energia.
«L’azione spontanea è una azione gioiosa e questa è la vera creatività. Che sia una madre che tiene in braccio il suo bambino, un grande artista che dipinge, un bodhisattva che esprime compassione per tutti gli esseri senzienti: una piena immersione nel flusso creativo porta un senso di libertà, giocosità e gioia.
Se crei da questo spazio il tempo passa senza che tu te ne accorga perché vai al di là del tempo e dello spazio. Sperimenterai una qualità di illuminazione durante questi momenti senza tempo e queste qualità sono di gran lunga più preziose del prodotto che puoi creare»
.
(Lion’s Roar La grande perfezione della creatività) (trad.Cinotti)

Come? facendo pulizia degli ostacoli interiori, gli attaccamenti, gli aspetti di noi stessi che ci frenano. Ci sto riuscendo grazie alla corenergetica, grazie al lavoro alla Scuola di counselling La Commedia, grazie a Carlo Gibello e Valentina Sanna. Ma si possono provare lo yoga, le tecniche di meditazione. Essere consapevoli sblocca. La respirazione guidata, consapevole circolare e connessa è di grande aiuto.

« • Nota il tuo dialogo interno. Magari stai dicendo a te stesso “non può funzionare” , “non piacerà a nessuno”, “non ho energia”, oppure “non vale la pena”. Identifica il tuo ostacolo primario, semplicemente prendendone consapevolezza che è dentro di te. Attiva il processo di sblocco.

• Siediti comodo, chiudi gli occhi e ascolta la quiete nel tuo corpo. Ascolta il silenzio dentro e fuori di te e dimora nella spaziosità della mente. Rimani in questo spazio aperto per un poco di tempo.
• Da questo spazio di quiete ed apertura, porta la consapevolezza al tuo ostacolo principale. Osservalo così com’è – nudo e crudo – senza giudizi, concetti o valutazioni.
• Fai un respiro lungo e profondo, di pura consapevolezza entrando direttamente in contatto con l’immagine o la sensazione energetica relativa all’ostacolo interiore che hai visualizzato. Mentre espiri, espira dal blocco e sperimenta com’è sentirlo dissolvere nello spazio. Sìì consapevole di quello spazio e dimora in questa dimensione, senza sforzo, per qualche minuto».

Stando nella fiducia si scopre di essere infinito. Si scopre il potenziale dentro di noi, la pienezza e completezza. Questa possibilità esiste, abbiamo la Luce dentro.
Quando si trova il senso di apertura, di fiducia e di potenzialità illimitata, ci si sente nella gioia, si giunge a nutrire un senso di calore interno che emerge e fa uscire la creatività. Questo calore, questa voce interna, farà nascere sentimenti positivi e ascolto negli altri. Si sentirà anche il loro calore.
E' vita pura.
angelica1212.oneminutesite.it
Prossimo seminario giovedì 27 h 21-23 in via Tabona 4, scuola La Commedia.
Ps non è obbligatorio soffrire per produrre arte o per crescere spiritualmente.

venerdì 14 ottobre 2016

Dedicato a chi si sente giù

C'è chi è meteopatico in quest'inizio di autunno piovoso,  c'è chi sta attraversando difficoltà, c'è chi semplicemente si sente un po' giù. Ecco alcune riflessioni.
Si è spesso convinti che se ci preoccuperemo a sufficienza della nostra infelicità troveremo una soluzione: ancora uno sforzo, e si risolverà tutto.
Invece succede il contrario: "rimuginare", fare «mumble mumble» come Pippo, riduce la nostra capacità di risolvere i problemi. Quindi è inutile.
Sembra che il fare riduca la distanza che c’è tra il punto in cui siamo e quello in cui vorremmo essere. Invece no: questo non funziona con le emozioni.
Non possiamo costringerci a provare emozioni diverse.
Ed ecco che ci rimbalzano in testa le domande: «Dove ho sbagliato?» «Perché ho sbagliato?»«Che cosa c'è in me che non funziona?».
Sembra allora che la mente critica possa intervenire. 
L'immagine, lo stereotipo, ritorna: «Faccio sempre gli stessi errori». E vai di "senso di colpa", inutile.
Invece no: questo non funziona con le emozioni.
Domandarci perché non serve a nulla.
Ma dove nascono le emozioni e come sono collegate tra di loro?

«Johannes Michalak, dell’università della Ruhr, e il suo gruppo di ricerca, ha studiato le differenze di movimento tra un gruppo di persone depresse e un gruppo di controllo, attraverso 40 microsensori posizionati in tutto il corpo. Le persone depresse avevano meno mobilità dalla vita in su e una camminata con oscillazioni laterali, una posizione ingobbita e pendente in avanti. Non solo. Se il gruppo di controllo era invitato a simulare per un certo periodo di tempo questa posizione, pur non essendo depressi, il loro umore cambiava» (cit).

Gli studi su Alexander Lowen e il lavoro su John Pierrakos presso la scuola di counselling La Commedia, i miei preziosi insegnanti Carlo e Valentina soprattutto, mi han "condotta" a scoprire che gli impulsi che danno vita alle emozioni si orginano da pensieri, sentimenti, e… sensazioni fisiche. Il CORPO è la chiave.
Ciò che accade nella mente non esiste per i fatti suoi ma è parte fondamentale del corpo; tra corpo e mente c’è un scambio continuo. Molto di ciò che il corpo sente è influenzato dai pensieri e tutto quello che pensiamo è mosso da ciò che accade nel corpo.
Quindi se siamo tristi proviamo a sentire. Non a farci domande. Non a fare un lavoro. A sentire. A gustare, ad ascoltare, ad assaporare, a muoverci… liberiamoci, liberiamo la voce.


angelica1212.oneminutesite.it

venerdì 7 ottobre 2016



Siamo nel mese di ricerca dell’armonia.
E per celebrarla ci incontreremo vestite di rosso domenica 16 ottobre alle 21 sotto un grande albero a Pinerolo, di fronte a S. Domenico, viale Savorgnan D'Osoppo: canteremo e respireremo alla luce della luna piena.
Incontro di condivisione gratuito e aperto a tutti. 

Scrivetemi, la prossima lezione sarà il 27/10.
angelica1212.oneminutesite.it 
angie_pons@yahoo.it

lunedì 3 ottobre 2016

Perché la "condivisione"

«Sto cercando qualcuno con cui condividere un'avventura». (Gandalf a Bilbo, in Lo Hobbit, di Tolkien). Certo, martedì 4 inizio i seminari in via Tabona 4!

Di recente mi è stato chiesto se era meglio partecipare alla lezione in gruppo oppure preferire incontri individuali.
Questo è il mio pensiero. Se c'è bisogno di un lavoro specifico ed approfondito e/o se ci sono anche solo piccole riserve da parte dell'allievo, non ho dubbi sul fatto che sia più opportuno il lavoro individuale.
Ma in generale preferisco il lavoro in gruppo.
Per l'energia che da esso emana anche se non tutti ne sono consapevoli, e poi la presenza degli altri ci fa sentire protetti e accettati.
Altre persone hanno scelto quello che abbiamo scelto noi: questo ci dà coraggio e conferma la bontà della nostra decisione.
Soprattutto, nel gruppo, nasce la condivisione, che è di grande aiuto, per me e per tutti. Impariamo gli uni dagli altri, sotto varie forme, anche mute. Porta all'apertura mentale, pure quando la condivisione è silenziosa o gestuale. Aumenta la consapevolezza, grazie al lavoro degli altri, il modo di relazionarsi o di vivere su di sé un'esperienza. Sia che ci si veda simili, sia che ci si percepisca diversi. Fa crescere e crea ritmo, tra incontro con l'altro ed incontro con sé.
E' sistole e diasistole. Inspiro ed espiro. Onda e risacca. Ne parleremo ancora…
Intanto ecco alcuni pensieri che condividerei proprio a questo riguardo.


«La condivisione è una cosa fondamentale. Se non condividi una cosa con qualcuno è come se non l'hai vissuta. Un piacere, una cosa bellissima, se la vivo da solo per me non è abbastanza, anzi, quasi non è. La devo condividere subito con qualcuno». (Vasco Rossi)

«condivisione (…) un atto di fiducia e gratitudine verso chi, in un modo o nell'altro, da sempre, è al mio fianco». (Valeria Marini)

«Vivi per condividere con gli altri, non per accumulare per te stesso, e sarai sempre benedetto con l'abbondanza». (Kiriananda)

«Ci sono molte persone in Sud Africa che sono ricche e che possono condividere queste ricchezze con quelli meno fortunati che non sono stati in grado di conquistare la povertà». (Nelson Mandela)

sabato 1 ottobre 2016

Coraggio: possiamo provare piacere!

«La paura del piacere è la paura del dolore, non solamente il dolore fisico che il piacere provoca nel corpo rigido e contratto ma anche il dolore psicologico della perdita, della frustrazione e dell’umiliazione. Durante la nostra crescita superiamo questi dolori reprimendo la tristezza, la paura, la collera. Agendo in questa maniera diminuiamo le nostre capacità di amare, di provare gioia e piacere». (Alexander Lowen)

Siamo giù di morale: tendiamo a chiuderci a riccio, a rintanarci, a ingozzarci; ci rifugiamo nelle abitudini, quelle che io chiamo i buchi nel cervello, come nel groviera, tanto belli ma vuoti, senza formaggio.
Sarebbe meglio fare tutto il contrario.
Siamo alle stelle: ecco che arriva il nemico n.1 il senso di colpa. Se una cosa ti fa stare bene e non danneggia nessuno: falla! Goditela! Coraggio possiamo provare piacere.
Possiamo, chi ce lo proibisce? solo noi stessi.

Per commentare:
Il bacio è un quadro immenso, in pieno stile Liberty, o Art Nouveau, o Jugendstil, dipinto a olio su tela di Gustav Klimt, realizzato nel 1907-08 e conservato nell'Österreichische Galerie Belvedere di Vienna. L'ho visto e ne sono rimasta estasiata. E' colmo di luce, un godimento per i sensi.

Martedì 4 inizio corso in via Tabona 4 a Pinerolo

Mart. 4 «seminario»: stesse data, orario e modalità, ovvero 1º martedì del mese; «seminario» perché si semina, insieme, e poi si lavora da sè; è sempre in forma "basic"; ora è pure «corso» perché sarebbe più proficuo iscriversi, non perdere le puntate, sentirsi parte del gruppo. Novità 2016: «advanced» 4º giovedì del mese, x chi vuole fare un passo oltre, beyond. Ultreja!
 angelica1212.oneminutesite.it
Per ragioni logistiche la presentazione a Torino prevista il 1º ottobre è posticipata a mercoledì 12/10.

martedì 20 settembre 2016

Quando mi sento viva...


Mi sento viva quando mi lavo la faccia con l’acqua fresca alla mattina. Mi sento viva quando sento dentro che ho fatto una cosa buona. Mi sale l’energia. C’è chi per sentirsi vivo fa esperienze estreme: è soggettivo.
Mi sento viva quando sento la connessione con me dentro.
E’ più facile quando è un’esperienza sensoriale. Quando percepisco qualcosa di forte, di bello, di nuovo. Mi sembra che Qualcuno di superiore mi dica sono qui, sono lì. Questo l’ho messo per te. Questo te lo suggerisco ora. Ho perso il sentiero? E mi passa vicino una farfalla. Sono disattenta? Mi sfiora un raggio di luce. Sono triste? Sento il fischio di un merlo. Mi sento sola? Sento un profumo nuovo. Sono in crisi e non so come fare? Il mio corpo mi dice con una fitta qui di alzarmi o con un pervadermi di dolcezza: «tutto ok». Sono intimi risvegli.
Il più delle volte siamo sovrappensiero, ci sono invece momenti in cui i sensi si affinano, con la certezza di trovarsi al momento giusto e al posto giusto.
Questi attimi si ricordano con facilità, perché i sensi sono acuiti e c’è attenzione ed ascolto di sé. Siamo davvero nel nostro corpo, invece di essere persi nei nostri pensieri.
Quando accadono questi risvegli, non importa se sono in cima a un monte o in mezzo al traffico: anche la minima quotidianità ed ordinarietà acquista valore. 
Che io sia in un posto lontano o dietro casa, il mondo è degno della mia viva attenzione.
Alla consapevolezza ci si può allenare, perché ci si può allenare alla vita.
E’ un’esperienza in prima persona essere qui e ora.
Non cambiano le circostanze della vita, cambia il modo di sperimentarle. Forse sono io che le vivo diversamente e le cambio.

lunedì 12 settembre 2016

Cammino, respiro e mi sento viva

(Foto Mauro Beccaria; trail pre-incaico presso Sucre, Bolivia)
Nessuno ci insegna a respirare. La vita comincia con la 1ª inspirazione quando il cordone ombelicale è reciso, l’aria entra nei polmoni e fa male: già si inizia a trattenere il respiro, creando blocchi.
La potenzialità respiratoria è utilizzata dai più solo al 25/30%: rieducarci fa bene.
Il primo passo: camminare, perché svuota la mente e lascia andare il respiro, e il passo svelto fa venire il "fiatone". Il passo ritmato è di maggiore aiuto, quindi perché non danzare? Tutto a ritmo!
Secondo passo: consapevolizzare, stare attenti all'aria che entra ed esce, facendo uscire tutto e prendendone sempre di più, magari in modo guidato.
Terzo passo: vocalizzare, per sentire con l'udito, con la pelle, con il sangue, con tutto il corpo, il nostro fiato.
Vocalizzare fa uscire anche altro, oltre al fiato. Fa vibrare. Fa emergere emozioni veicolate dal respiro.
«Il respiro è l’elemento necessario alla sopravvivenza biologica, agisce sulla vita mentale, è in grado di armonizzare il corpo la mente e le sensazioni, crea un collegamento tra conscio e inconscio e consente di accedere a stati di coscienza non ordinari, è l’elemento comune a tutti gli esseri umani.
Inspirare significa in origine “spirare in” “soffiare dentro o sopra”, da cui “animare” “dare vita a qualcosa”.L’artista che si ispira infatti “dà vita a qualcosa” che pesca dall’inconscio che infine “crea” “espira” all’esterno di sé. La respirazione non è solo polmonare, ma anche ematica, cellulare e cutanea»
(Nicoletta Cinotti).
Perché parliamo di respirazione anche "cutanea"? proprio perché con la pelle si respira. Le cellule epiteliali sono le stesse del polmone nella fase di vita embrionale. Il respiro crea scambio tra "noi dentro" e "noi fuori". La pelle fa altrettanto. Ed anche la pelle veicola emozioni, si fa rossa, pallida, suda, congela.  Come con il respiro, così anche con la pelle ci difendiamo - è porosa ma non permeabile - e pure comunichiamo.
Vediamoci il 29: faremo due chiacchiere "epiteliali"!
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venerdì 9 settembre 2016

29-9: inaugurazione a Pinerolo

Giovedì 29, festa degli Arcangeli, inaugurazione e presentazione dei corsi a Pinerolo, in via Tabona 4: sarà una serata dedicata agli allievi nuovi ed a quelli affezionati, si sperimenteranno alcuni semplici esercizi a corpo libero ed a discipline antiche tibetane e taoiste, per respirare meglio e… riscoprire la sorgente dell'Amore dentro di noi.
La Holistic Voice Therapy, attraverso la respirazione, il movimento del corpo, l’uso della voce e della visualizzazione, aiuta a prendere consapevolezza della propria esperienza interiore, esplorare e trasformare i “blocchi”, sviluppare le proprie capacità espressive, creative e comunicative e promuovere il benessere e l’armonia psico-fisici. (Beatrice Celotti)

Sabato 1º ottobre, (S. Teresa!), terremo insieme ad una cara amica art counselor, la presentazione dei corsi a Torino presso lo spazio olistico Narr.
Per info e prenotazioni: angie_pons@yahoo.it
0121 030336, 349 4464863
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lunedì 5 settembre 2016

Il respiro raccoglie e soffia le nostre emozioni

(foto di Tseno Banchev )
 
I nostri impulsi emotivi spesso sono trattenuti, repressi, inibiti, rimossi. Fa parte della crescita gestirli. Non tutto ciò che ci attraversa interiormente può essere liberamente espresso, ma queste soluzioni non sono "sane".
Se vengono adottate abitualmente e senza selezionare, questo provoca il distacco dagli aspetti vitali interiori e addirittura alla separazione da essi. La salute in primis, ma ovviamente il rapporto con noi stessi, la nostra interiorità e le nostre relazioni ed affettività saranno danneggiati.
Ogni comportamento disequilibrante provocherà eccessi. Infatti chi è molto represso spesso ha reazioni incontrollate.

Nella Psiconeuroimmunologia si viene a conoscenza che le emozioni hanno una componente biochimica ben precisa (neuropeptidi e loro recettori); le emozioni sono il contenuto informativo che viene trasmesso nella rete psicosomatica in un processo che coinvolge organi e singole cellule, al pari delle informazioni anche le emozioni coinvolgono il corpo e la mente ed è noto come, ad esempio, gli stati emozionali modificano la frequenza e la profondità del respiro.

Secondo Reich “il segmento toracico” è una regione dello psicosoma altamente influenzata dalle modalità relazionali di ogni individuo; infatti, “protegge ma rischia di soffocare”; «un torace compresso e contratto può allora rimandarci ad uno psicosoma irrigidito, che ha difficoltà a liberarsi dai propri condizionamenti e ha difficoltà ad esprimere fluidamente le proprie emozioni e la propria affettività».

Il nostro respiro comunica i nostri impulsi emotivi.

Attraverso tutto il sistema respiratorio avviene un continuo scambio di informazioni tra l’interno e l’esterno, nell’inspirazione assorbiamo oltre all’ossigeno anche informazioni, vibrazioni, energie esistenti nell’ambiente; così nell’espirazione oltre all'anidride carbonica lasciamo andare informazioni, vibrazioni, energie proprie della nostra individualità, esattamente come nella comunicazione esistono due elementi che si scambiano informazioni.
Il modo di respirare parla di ogni individuo, con un linguaggio non verbale. Come? lo approfondiremo nel prossimo post!


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sabato 3 settembre 2016

Giovedì 22 settembre ore 21 nei boschi di Giaveno

Per festeggiare l'equinozio, celebrare i doni della natura e ringraziare, cantare alle stelle, sperimentare tecniche di respiro e vibrazionali, che ci faranno stare bene, prenderemo contatto con le nostre potenzialità attraverso qualche esercizio di rebirthing, innterbreathing e vocalizing, ma soprattutto condivideremo un bel momento, aperto a tutti!
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venerdì 2 settembre 2016

Dimmi come respiri e ti dirò chi sei

Il respiro è un linguaggio analogico. Il nostro respiro dice molto di noi, di come ci sentiamo, di che cosa soffriamo. Quando incontro persone nuove mi scopro a spiare il loro respiro per comprenderle meglio, al di là di ciò che vedo, anzi oltre a ciò che loro stesse sanno di sè.
In alcuni si osserva inibire il respiro o enfatizzarlo; si può osservare una respirazione “alta” polmonare oppure “bassa” addominale; molti respiri brevi, addirittura apnee o sussulti.
Sappiamo tutti che una RESPIRAZIONE REGOLARE esprime calma; SOSPIRARE esprime tristezza, ANSIMARE indica eccitazione, SBUFFARE mostra insofferenza, SBADIGLIARE esprime stanchezza (o fame d'aria), la MANCANZA D’ARIA = sorpresa o paura, mentre il senso di SOFFOCAMENTO è collegato all’angoscia e la TOSSE NERVOSA mostra rifiuto.


La respirazione cosciente e integrata consente di entrare profondamente in contatto con il corpo, con la propria affettività e con le proprie motivazioni profonde attraverso modi di respirare differenti per ritmo e profondità: il terapeuta accompagna il cliente nel respirare meglio, per «riequilibrare alterazioni e sprechi sul piano del metabolismo biochimico di ossigeno e della produzione catabolica di anidride carbonica presenti in condizioni di subventilazione o iperventilazione, così in aumento nella popolazione delle aree metropolitane».
Dopo la temporanea attivazione del respiro e il confronto con le resistenze durante la seduta, la respirazione diventa più libera, calma e profonda, non più accelerata, e si ristabilisce il naturale equilibrio del pH, del sistema di funzionamento neurovegetativo insieme ad una tendenza automatica al rilassamento degli stati di contrattura eccessiva.
«L’ossigenazione e ripolarizzazione delle cellule del corpo mediata da un respiro non più irrigidito e contratto, ma ampio e regolare paragonabile a quello del sonno profondo, riattiva la nostra energia vitale e, attraverso la mobilitazione ed espulsione delle tossine, l’intera “corazza muscolare”, indotta da difficoltà e sovraccarichi emozionali, pian piano si scioglie aprendo la strada al rilassamento profondo e ad una maggiore integrazione mente-corpo». (Luisa Merati)
Respirare in modo più corretto significa fare prevenzione, dedicarsi a sé stessi nel ripristino dello stato di rilassamento, condizione naturale del nostro organismo che consente al corpo di «funzionare in condizioni di massima sincronia psicofisica, favorendo i meccanismi di compensazione, riparazione e infine il processo di guarigione dell’organismo. In aggiunta, un appropriato rilascio fisiologico di endorfine nella condizione di rilassamento incrementa come in un “circolo virtuoso” lo stato di salute e il benessere soggettivamente percepito».
Si facilita così il riposo e il recupero energetico, ed insieme si migliora l'operatività del nostro corpo nello stato di veglia.
Lavorare sul respiro è efficace nell’affrontare i principali disturbi psicosomatici (cefalee tensionali, asma, ipo-ipertensione, quadri sintomatici riconducibili all’iperacidità e a reazioni eccessive del sistema immunitario come nelle allergie respiratorie, ecc.) ma anche stipsi, disturbi del sonno e della sessualità, e nell’attivare meccanismi di autoguarigione, talvolta risolutivi nei casi di attacchi di panico, di ansia e depressioni reattive.

Prossima puntata: Respiro ed emozioni.

lunedì 29 agosto 2016

virtual choir…

http://ericwhitacre.com/the-virtual-choir/history/vc4-flytoparadise

martedì 23 agosto 2016

siamo scambio, siamo onda

La vita è dare e avere, è espiro e inspiro, è muoversi, è l'onda che arriva e l'onda che va, nella risacca: c'è un continuo prendere e restituire, come nell'ambiente, così negli affetti e nell'amicizia. La mia nonna magica, Marianna, diceva in dialetto «c' lu dé e c' lu té l'amicizia se mantié». 
Per la vita è lo stesso. Ritmo di sistole e diasistole.
E' parola e silenzio. E' musica.
Nel respiro la sintomatologia è chiarissima. Ad esempio in chi soffre della prima ferita c'è difficoltà a richiedere vita alla vita, c'è ansia respiratoria; nella seconda ferita si riconosce chi ha fame d'aria.
Le discipline terapeutiche che insegnano a trasformare blocchi e tensioni, legati a modelli di pensiero disfunsionali,  partono da una corretta respirazione e hanno come effetto la facilitazione di episodi di liberazione, spontanei, che possono avere come effetto la risoluzione di problemi collegati alle esperienze primarie.
La liberazione del respiro induce a scoprire spazi vitali non utilizzati e promuove il superamento di  limiti, apre la strada a più profonde comprensioni e a un rinnovamento del Sé.

Il Respiro Circolare: induce a calma, autoascolto, intuizione; facilita le potenzialità energetiche, che mi stanno tanto a cuore, ma anche quelle corporee ed emozionali. Ecco i tre modi progressivi per realizzarlo
  1.     Si inspira ed espira senza pause. Le fasi del respiro sono “connesse” e si fondono in un cerchio, unendo l’esterno con l’interno; respiro fluido, ampio, profondo e continuo che enfatizza l’inspirazione attiva e l’espirazione passiva, seguendo un ritmo naturale e spontaneo, senza forzature.
  2.     Inspiro ed espiro eseguiti o solo attraverso il naso (respirazione più adatta nei momenti di concentrazione e introspezione) o solo attraverso la bocca (nei momenti di maggiore intensità emotiva)
  3.     Attenzione consapevole del processo respiratorio, quindi alla muscolatura accessoria che sta attorno all’area della ventilazione toracico-dorsale-addominale, la cui regolazione e de-tensione favorisce un movimento sincronico e ottimale del diaframma.
Respirare bene è fare prevenzione, oltre che terapia. E' quasi come lavarsi i denti.

Ci sentiamo alla prossima puntata: "Respirazione cosciente ed integrata";
in programma una sessione notturna alla Luna in un bosco settembrino; 
a presto i prossimi seminari di "Libera la voce".

Per consigli rapidi angelica1212.oneminutesite.it
oppure scrivetemi angie_pons@yahoo.it

lunedì 25 luglio 2016

voci come fiori


Ecco i tempi del nostro corpo con questo omino vitruviano!

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venerdì 22 luglio 2016

Vivere con fede

Il mio marito pellegrino Mauro ha fatto i controlli ieri. Mi son di nuovo sentita sospesa nel vuoto. 
Ma la mia scelta è vivere con fede.
Una vera rivoluzione:
«Se pensiamo alla vita come a un combattimento, allora vorremmo arrenderci al "nemico" per smettere di combattere. La lezione che dobbiamo imparare è invece quella di arrenderci "all'amico" e smettere di DIFENDERCI, perchè se ci sembra di aver bisogno di difenderci, questa è mancanza di FEDE, non ci fidiamo di LUI». Questo il pensiero chiarissimo espresso dalla mia insegnante Valentina Sanna.
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martedì 19 luglio 2016

La felicità è una strada in salita ma ce la faccio....

C'è un grandissimo lavoro da fare per diventare sè stessi, per essere felici, per vincere le paure, per togliere la maschera: lo sto facendo già su di me grazie alla scuola di counselling La Commedia di Carlo Gibello e Valentina Sanna che ringrazio immensamente. A prescindere da ciò vi passo qualche bella perla di felicità.
«La felicità non è qualcosa da rinviare al futuro; la felicità è qualcosa che si progetta nel presente».

Ho imparato che sono felice se agisco la mia felicità: con pensieri positivi, gratitudine,  gentilezza, coltivando relazioni amorose e di amicizia, se mi impegno per raggiungere obiettivi significativi e assaporo piccoli piaceri della vita.

Ho imparato che posso contare su me stessa per essere felice: nessuna aspettativa. Apprezzo la grandezza e la bellezza che c'è in me. Non voglio dare la colpa agli altri: mi prendo la responsabilità.

La mia autostima dipende da me: non è ostaggio dell'opinione altrui.

Desidero la verità onestamente e con forza. Ho bisogno di verità per essere felice: mi rende la gioia più limpida.

Non mi preoccupo di ciò che fanno dicono o pensano gli altri. Davvero «non me ne frega niente».
Non dell'altro. Ma della sua opinione.

Basta coi risentimenti. Che fatica.... è un tale peso! lasciamolo al passato e giriamo la pagina del libro della nostra vita.

E poi canto: cantare mi rende tanto felice!
Ps grazie a Lodovico Marchisio per la foto e grazie anche per il coraggio che ha saputo infondermi!
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lunedì 18 luglio 2016

Camminare e respirare

Camminare e respirare sono un binomio perfetto, per migliorare l'ossigenazione dell'intero organismo, la circolazione sanguigna, per rinforzare il cuore, alleggerire i pensieri.
Approfittiamo della bella stagione per riempirci gli occhi di colore, per fare "dosati" bagni di sole, e per cercare aria pura. Stiamo nella LUCE!
Nella foto un prato in altura nella mia bella Val Chisone, scattata da Bruno Allaix fotografo de "L'Eco del Chisone".

venerdì 1 luglio 2016

Sulla strada della felicità, parte II


Far star bene il corpo
Se il corpo sta meglio, staremo meglio noi. Sembra ovvio ma non è. Dedichiamoci a pratiche che fanno stare sveglio, sano, flessibile, il corpo fisico. Quindi un po' meno di web...
Scoprire il meglio di noi
Abbiamo bellissime qualità. Non le vediamo. Ci aspettiamo che le vedano gli altri. Incominciamo a vederle noi. Onestamente. Così non dipenderemo dall'approvazione altrui. 
Scegliere le buone abitudini
Di questo è fatta la vita di ciascuno di noi. Scegliamo quelle buone. La vita è fatta di piccole cose, come un prato di piccoli fiori.
Aprire le mani
L’idea che dobbiamo tenere stretto per noi ciò che abbiamo alimenta il senso di povertà. Non intendo dire "buttare ai quattro venti", "sperperare"! Lo scambio è una ricchezza, a incominciare da chi è generoso: il bene ritorna!
Perdonare
(ci sto lavorando eh) Perdonare è fare dono a se stessi. Non restare attaccati al dolore e al passato. “77 volte 7”, dice Gesù, ossia infinite volte.
Diciamocelo: "Sono pronto a lasciar andare questo peso?".
"nooo, voglio soffrire ancora un pochetto...". Insomma!
Scavare dentro di noi
per togliere il magma che blocca la nostra gioia; per sciogliere, per lasciarci andare, perché stiamo crescendo ed evolvendo.... questo è il lavoro più grande, che può realizzarsi liberando la voce e le emozioni, con terapie olistiche, con la corenergetica…

Intanto possiamo incominciare: 
ricordando e cantando i momenti di gaiezza
Nella mia cultura cattolica si suggerisce di fare alla sera mentalmente una revisione in cui vediamo se abbiamo fatto del male e chiediamo perdono a Dio nel nostro cuore. 
E fare una revisione del positivo che abbiamo vissuto e che forse siamo riusciti a realizzare? che gioia poterlo coltivare come una piantina, poterlo riconoscere quando si presenta e non lasciarlo sfuggire. 
Potremmo scriverlo..
«Per ricordarci che la felicità, come tutte le emozioni, è transitoria ma, come tutte le emozioni, possiamo coltivarla…
Giorno dopo giorno impareremo come spostare la nostra attenzione dal negativo al positivo delle nostre giornate, per assaporare il gusto della felicità. E se ci troveremo ancora immersi nella rimuginazione e nell’infelicità potremo sempre perdonarci, riconoscere cosa ci ha spinti in quella vecchia abitudine e invitarci a ricominciare». (N.Cinotti)

martedì 28 giugno 2016

Felicità: «Quasi quasi mollo tutto e divento felice» (cit.)


Prima parte di una lezione che sto ancora studiando....

 

«Quando siete felici guardate nella profondità del vostro cuore e scoprirete che ciò che ora vi sta dando gioia è soltanto ciò che prima vi ha dato dispiacere. Quando siete addolorati guardate nuovamente nel vostro cuore e vedrete che in verità voi state piangendo per ciò che prima era la vostra delizia». (Gibran Kahlil Gibran)

La parola "felicità" è caricata di moltissime aspettative e desideri, e come si sa se c’è il desiderio non c’è la cosa; meglio porsi con due alternative nei confronti della felicità: 1) è un regalo inaspettato; 2) è possibile coltivarla.
Come?
L’attimo presente
Più cerchiamo, più siamo distratti e più ci sentiamo infelici e insoddisfatti. Ma: possiamo scegliere di essere presenti.
Non cambierà tutta la nostra vita, solo alcuni brevi momenti di radicamento nel presente, in cui notiamo quello che sta accadendo. «Questo apre insospettate finestre di felicità nel presente. Senza che nulla debba cambiare» (cit).
La difficoltà
Difficoltà e felicità possono coesistere. La difficoltà si può trasformare in opportunità. Così, invece di star male o sentirci in colpa perché abbiamo una difficoltà, chiediamoci «come possiamo essere gentili e riuscire ad affrontarla» (Nicoletta Cinotti). Se poi affrontiamo la difficoltà saremo ancora più felici.
E se siamo felici non ci controlla più nessuno (yuppy!).
La relazione
La relazione con gli altri è una fonte, può diventare nutrimento, possiamo imparare a dare e ricevere. Che cosa? Felicità. Pensate a quante piccole azioni insignificanti costellano la nostra giornata e come possiamo agirle per produrre e attirare felicità…
I nostri valori
A volte siamo infelici perché senza scopo o senza chiarezza. Troviamo le aree significative per noi e trasformiamo in azioni le nostre buone intenzioni. I ns valori rendiamoli veri.
«Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa». (Leone Tolstoj)
La continuità
L’attenzione e l’amore vanno insieme. Per questo non basta dire qual è la nostra priorità. Dobbiamo metterla in pratica ogni giorno.
1. Cosa posso fare oggi per dare forma alle mie priorità?
2. In che modo posso esprimere le mie priorità per il beneficio anche degli altri?
3. In che modo le mie azioni possono influenzare il corso degli eventi?
La pratica e la ripetizione permettono di dare forma alle cose. Per cui tutto questo non può essere solo un’intenzione. 
Buon lavoro, intanto ora esco dall'ufficio e canto, così so che sarò subito più felice!

lunedì 13 giugno 2016

Solstizio d'estate: donne, cantiamo alla Luna?

23 giugno ore 21, appuntamento sotto il grande albero nel piazzale di S. Domenico a Pinerolo (piazza Marconi): vocalizzi e canti, niente riti strani o rumori o sbornie, solo energia buona, tutte invitate!
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sabato 11 giugno 2016

Un rapido ripasso dei suoni tibetani sui chakra

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sabato 4 giugno 2016

Stay tuned: seminario sul chakra della gola martedì 7

Innanzitutto grazie. Grazie a Carlo Gibello e Valentina Sanna che sono i miei insegnanti, e molto di più: mi sostengono in questa esperienza bellissima di "connessione".
Grazie a mio marito Mauro Beccaria che partecipa anche quando non conosce nessuno - e per lui, camminatore solitario, è notevole - ma cerca di esserci. Grazie ad amici/amiche, allievi/allieve che condividono con me tutto ciò. Questo il mio ultimo dipinto dopo la visione dal pranoterapeuta Andrea Coppa. Stavo connessa tra cielo e terra, ho capito che sono la stessa realtà ma noi non lo sappiamo, che possiamo portare il cielo qui e la terra su, che dipende solo da noi!
Incominciamo con la voce, che è uno strumento potentissimo, trascinante. Ieri sera abbiamo cantato per la festa di fine campagna elettorale di una cara amica, medico e donna coraggiosa Enrica Pazé. Alla fine cantavano tutti, amici e non. Grazie!
Ricordo martedì prossimo, seminario tutto sul chakra della gola. Palestrina della scuola di counseling La Commedia, via Tabona 4.
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lunedì 30 maggio 2016

A Pinerolo venerdì sera festa di chiusura delle campagne elettorali

Dopo un w-e intenso e bellissimo di lavoro soprattutto interiore e di condivisione, con la Scuola di counselling Artemisia di Torino, con i bimbi di Cantalupa del progetto musical con Tedacà Bell'arte di Torino, poi con alcune amiche ed allieve... Se venerdì 3/6/2016 passate in piazza del Duomo fatevi vedere, vi dedicheremo una canzone!
Un particolare grazie ad Enrica Pazé candidata sindaco e donna coraggiosa, grazie a Michele Totaro musicista che ci ha accolti e si unirà a noi in alcuni brani, grazie a Enrico Noello il professore, guest star.
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ERRATA CORRIGE: event is over = il concerto non si farà causa maltempo; la festa è spostata nella sala del circolo Arci di via Bignone a Pinerolo.. ma Mongy e La Roja ci saranno!

mercoledì 25 maggio 2016

Domenica 29 h 15.30-18.30 workshop di canto... dell'anima

con la partecipazione di Alessandro Falco vocal coach, insegnante dell'Accademia Tedacà Bell'Arte, scuola di musical di Torino; la prima parte, con la mia guida, verterà sul respiro e sul suono, con particolare attenzione ad alcuni suoni terapeutici, la seconda parte sarà dedicata ad esprimere emozioni attraverso il canto, siete tutti invitati, scegliete la vostra canzone dell'anima e comunicatecelo prestissimo. Durata indicativa 3 ore, si raccomanda di arrivare tra le 15 e le 15,30 per un momento di accoglienza. Confermati i costi di copertura spese come lo scorso anno. Scrivete a angie_pons@yahoo.it  cell 349 4464863 o consultare il sito per maggiori info:
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venerdì 13 maggio 2016

a prestissimo!

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venerdì 6 maggio 2016

Il chakra della gola

Il Quinto Chakra si trova alla base della gola, nella zona della laringe, ed ha un corrispondente sul retro, alla base della nuca.
In questo centro energetico ha sede la capacità di esprimere con chiarezza e coraggio i propri pensieri, di comunicare e confidarsi senza difficoltà con gli altri.
Le sue funzioni principali sono legate alla sfera della comunicazione, dell’espressione creativa, della diplomazia e della sincerità.
Questo Chakra rappresenta ciò che si ha dentro, ciò si considera vero, pensieri, sentimenti, valori, idee, intuizioni personali: attraverso di lui, prendono vita ed escono all’esterno.
È correlato a tutte le forme di espressione di sé, non solo alla parola. Quindi è strettamente collegato con il chakra sessuale, dove ha sede la creatività e la passione. Personalmente, quando canto, sento fortissimo questo collegamento, specialmente nei brani d'amore.
L’energia che viene prodotta in questo centro energetico infatti non serve solo per alimentare la voce, ma è utile a tutte le forme di comunicazione come l’espressione di sé attraverso le arti, la musica, la scienza e tutte le forme creative.
Essendo dipendente dal respiro è strettamente legato anche al chakra del plesso solare, verso cui si muove il diaframma nella respirazione "bassa" ed ancora più al chakra del cuore: ecco perché esprimiamo con la voce i nostri sentimenti ed emozioni.
Il Chakra della Gola è associato al colore azzurro del cielo e del mare, il colore della verità e della purezza.
In sanscrito è Vishuddha = ‘luogo puro’.

Quando è in equilibrio, il quinto Chakra dona una voce dolce, riusciamo ad esprimerci in maniera chiara, armoniosa e con un’adeguata proprietà di linguaggio, i nostri discorsi sono semplici, comprensibili e mai offensivi.
Quando il Chakra della Gola è bloccato si rinuncia o si fa fatica ad esprimere le proprie opinioni per timore di fraintendimenti. Si percepisce un senso di soffocamento, di ansia, di paura.
Esprimere i proprio bisogni, desideri e idee è un diritto.
Reprimerli fa male, al fisico ed allo spirito. A lungo andare, rinunciare ad esprimersi,  indurrà a mentire sia verso sè stesso sia verso le altre persone. Sembra impossibile dire dei “no”, anche se necessario. Si preferisce evitare il contrasto fino a rinunciare a ciò che si sente, come se la propria interiorità non avesse il diritto di esistere. Tutto ciò porta alla chiusura, fino alla negazione della propria interiorità.
Le conseguenze saranno la tendenza ad evitare in maniera ossessiva il contatto sociale, una forte introversione, pigrizia, indifferenza e resistenza al cambiamento.
Per assurdo, alcune persone con uno squilibrio all’altezza del quinto Chakra, invece parlano tantissimo, e incessantemente fino ad apparire logorroiche, nascondendo le proprie vere opinioni  con bugie e  non offrono possibilità di replica.

I disturbi fisici provocati da un disequilibrio in questa area energetica sono relativi alla tiroide ed all'apparato repiratorio e fonatorio, bronchiti, otiti, asma, tonsilliti, problemi di udito, laringiti, e ulcere della bocca, raucedine, innalzamento, abbassamento o esaurimento della voce, disturbi del linguaggio, come ad esempio balbuzie.
Riequilibrare il Chakra della Gola - Per riportate equilibrio a questo centro energetico è necessario aumentare la fiducia in sé stessi, e credere nella validità e l’importanza delle proprie idee.
Occorre relazionarsi nei confronti di sé stessi in maniera tollerante e comprensiva.
1) Esprimere la propria creatività è molto efficace per aiutare il Chakra della Gola a ritrovare il proprio equilibrio. Attraverso qualsiasi forma, dalla cucina, al giardinaggio, alla pittura, alla musica, alla scrittura, alle invenzioni, solo divertendosi e sentendosi liberi di esprimere.
2) Imparare il silenzio: le pause silenziose sono molto utili e possono essere un dono meraviglioso. I pensieri e le parole sono spesso molto “rumorosi” e portatori di caos mentale. Così si riuscirà ad ascoltare il proprio Io interiore, la propria vera voce, attraverso cui comprendere meglio i reali bisogni e desideri
3) Meditare in zilenzio respirando profondamente, in consapevole e connesso (come insegno ai seminari), appoggiando il respiro sul diaframma, lentamente ed ascoltando il soffio interiore che esso produce.
4) Cantare, anche a squarciavoce, quando nessuno sente, è liberatorio, risana la tiroide, sblocca il diaframma, fa lavorare di più i polmoni.
5) Nutrirsi di frutta e dissetarsi con tisane alle erbe; nutrire anche la vista di colori rasserenanti, attraverso l'abbigliamento e quanto si ha intorno.
Così si scoprirà una nuova libertà di esprimersi ed anche di ascoltare. Si diventerà più sicuri, consapevoli e veritieri. Si diventerà limpidi come l'acqua del ruscello.
Aprire il quinto Chakra significa trascendere i propri limiti, dare vita a nuove possibilità e nuove opportunità, diventare i creatori della nostra realtà
.

lunedì 2 maggio 2016

Scoprire attraverso il canto una rinnovata capacità di amare e guarire

Vi racconto questa esperienza personale.
Sto affinando ed esplorando le vibrazioni e come esse possono apportare benefici alle persone oltre che a me. Canto, perché mi piace, da quando ho iniziato ad emettere suoni. Ho studiato per poterlo fare meglio. Ma poi, ad un certo punto è successo qualcosa - e vi parlo di molti anni fa - per cui ho sentito il cuore tremare di commozione o di allegrezza. Dopo qualche tempo ho compreso che le vibrazioni passavano ad altri. Anche ad altre creature. Dagli animali domestici, alle piante, persino al tarlo della sala dove mi esercitavo al pianoforte (avevo 6-7 anni).
Una settimana fa ho cantato col coro di amici che seguo con affetto da anni per il battesimo di un bel bimbo, Andrea. E' sempre bello condividere la gioia e cantarla. Ma qualche giorno prima avevo cantato per lui per acquietarlo: eravamo in una graziosa caffetteria a Cavour (To), con la sua giovane mamma Claudia. Andrea non ne poteva più delle nostre chiacchiere e si è fatto sentire insistentemente. Allora ho cantato, lui ha taciuto e mi ha sorriso per un lungo lungo momento. Anche il barista e la sua signora si sono fermati. Ho sentito di nuovo il mio cuore tremare e pure il suo. Eravamo fuori dal tempo, ed era tutto molto vero, autentico. A ripensarci mi vengono le lacrime.
Che bello.
Mi piacerebbe che anche altri potessero sperimentare questo. Ah, il canto era "Come la pioggia e la neve" ma non c'è bisogno delle parole per vibrare e far vibrare. Vi aspetto domani sera!!!!
https://www.youtube.com/watch?v=sT1ueZpSuxo

giovedì 28 aprile 2016

Riequilibriamo i chackra col canto delle vocali

molto bello questo sound guidato...

https://www.youtube.com/watch?v=3sct113UNhA