martedì 1 agosto 2017

Il nostro secondo cervello: l'intestino


La mia mamma per ogni emozione sgradevole ha una colica. E' talmente sensibile…
Mi è venuto in mano questo schemino molto facile che fa capire quanto è importante il lavoro degli abitanti buoni del nostro intestino. E' immediato anche capire come fare per aiutarli.
Ora che - spero - siamo in vacanza, prendiamocene cura.

Ne approfitto per passarvi una storiella spassosa che mi aveva insegnato… il mio papà! proprio così!

La vera storia del capo

Quando fu creato il corpo umano, tutti gli organi presentarono domanda perché fossero eletti a capo di esso.
Disse il cervello:
Io sono l´intelligenza e trasmetto gli ordini a tutto il corpo ed è giusto che sia io il capo.
Lo stomaco disse:
Io trasformo in energia tutti i cibi, quindi è giusto che sia io il capo.
Le gambe dissero:
Noi sfruttiamo l´energia resa dallo stomaco e muoviamo il corpo, quindi è giusto che siamo noi il capo
Di seguito tutti gli organi presentarono tutte le loro motivazioni piú o meno valide per diventare il capo.
Ma, quando toccó al buco del culo tutti scoppiarono in una grande risata.
Allora il buco del culo indispettito si mise in sciopero e non fece piú lo stronzo, cosí in poco tempo tutto il corpo stava male.
Il cevello divenne febbricitante. Lo stomaco aveva crampi e le gambe non si reggevano piú.
Cosí, prima di giungere alla morte, tutti gli organi decisero all´unanimità che fosse il buco del culo a fare il capo e ricominció a fare lo stronzo.
MORALE:- Non c´è bisogno di un genio per fare il capo, basta che ci sia qualcuno a fare lo stronzo.

Il nostro dialogo interiore: un frullatore!

Sono un'esperta di frullatore di pensieri. Voi no?
Ho scoperto di recente che è una mia difesa! Oltre all'uscire, con la mente e a volte pure con il resto.
Non fa tanto bene.
Valutatiamo le nostre azioni, come un commentatore di calcio. Però i giocatori non sentono, noi sì. E quando questo voce è critica, può essere emotivamente distruttivo.
«Che scema che sono»... appunto!
Spesso ci "molestiamo" anche senza ragione. Ci sfidiamo e alla fine ci congeliamo.
Con i compagni di corso abbiamo definito tutto ciò «il comitato delle stronzate» (cit. Franco).
E più si ascolta la critica che si sta facendo a sè, più si taglia la conversazione intorno. Nel giro di pochi minuti, ci si può sentire così male da lasciare la realtà. Nei giorni seguenti, si ritorna all'episodio e nascono altri sottoprodotti del frullatore: insoddisfazione, rimpianto, rimuginio, lamentela...
Creiamo un nemico dentro di noi.
Possiamo trasformare le nostre emozioni a nostro favore. Possiamo anche esprimere il nostro parere, anche se è diverso da tutti. Il dialogo interiore prende la seguente forma: "Sono contento di aver difeso il mio punto di vista"; "Penso di aver parlato molto chiaro! "; "Non ho perso la faccia"; "Questo è solo un episodio di una serie; ho il diritto di pensare quello che voglio.
Così ci rassereniamo, ci sentiremo più forti all'interno, ci si concentrerà sugli aspetti positivi e saremo più fieri di noi stessi. Facile no?
Penso che mi farò un frullato di frutta. Molto meglio!
angelica1212.oneminutesite.it