venerdì 1 luglio 2016

Sulla strada della felicità, parte II


Far star bene il corpo
Se il corpo sta meglio, staremo meglio noi. Sembra ovvio ma non è. Dedichiamoci a pratiche che fanno stare sveglio, sano, flessibile, il corpo fisico. Quindi un po' meno di web...
Scoprire il meglio di noi
Abbiamo bellissime qualità. Non le vediamo. Ci aspettiamo che le vedano gli altri. Incominciamo a vederle noi. Onestamente. Così non dipenderemo dall'approvazione altrui. 
Scegliere le buone abitudini
Di questo è fatta la vita di ciascuno di noi. Scegliamo quelle buone. La vita è fatta di piccole cose, come un prato di piccoli fiori.
Aprire le mani
L’idea che dobbiamo tenere stretto per noi ciò che abbiamo alimenta il senso di povertà. Non intendo dire "buttare ai quattro venti", "sperperare"! Lo scambio è una ricchezza, a incominciare da chi è generoso: il bene ritorna!
Perdonare
(ci sto lavorando eh) Perdonare è fare dono a se stessi. Non restare attaccati al dolore e al passato. “77 volte 7”, dice Gesù, ossia infinite volte.
Diciamocelo: "Sono pronto a lasciar andare questo peso?".
"nooo, voglio soffrire ancora un pochetto...". Insomma!
Scavare dentro di noi
per togliere il magma che blocca la nostra gioia; per sciogliere, per lasciarci andare, perché stiamo crescendo ed evolvendo.... questo è il lavoro più grande, che può realizzarsi liberando la voce e le emozioni, con terapie olistiche, con la corenergetica…

Intanto possiamo incominciare: 
ricordando e cantando i momenti di gaiezza
Nella mia cultura cattolica si suggerisce di fare alla sera mentalmente una revisione in cui vediamo se abbiamo fatto del male e chiediamo perdono a Dio nel nostro cuore. 
E fare una revisione del positivo che abbiamo vissuto e che forse siamo riusciti a realizzare? che gioia poterlo coltivare come una piantina, poterlo riconoscere quando si presenta e non lasciarlo sfuggire. 
Potremmo scriverlo..
«Per ricordarci che la felicità, come tutte le emozioni, è transitoria ma, come tutte le emozioni, possiamo coltivarla…
Giorno dopo giorno impareremo come spostare la nostra attenzione dal negativo al positivo delle nostre giornate, per assaporare il gusto della felicità. E se ci troveremo ancora immersi nella rimuginazione e nell’infelicità potremo sempre perdonarci, riconoscere cosa ci ha spinti in quella vecchia abitudine e invitarci a ricominciare». (N.Cinotti)

3 commenti:

  1. ok,ma non sempre è possibile Giulio

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  2. Grazie cara delle tue perle di saggezza che condivido in pieno. L'uomo, è stato creato per essere felice e le difficoltà della vita sono prove che ci permettono di agire per raggiungere sempre la felicità. Bisogna in sostanza "imparare a ballare, nella tempesta" qualunque sia il percorso scelto.

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  3. se non ci si prova non ci si riesce! grazie a voi per esserci e mettervi e mettermi alla prova: ballare nella tempesta è bellissimo

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